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February, 2011:

2010 Minor leagues year in review: short season leagues

Concludiamo il Recap del 2010 con la seconda parte delle squadre di minor league. Dopo quello di MLB e quello delle squadre di full season è ora il turno di parlare delle formazioni di short season, ossia di quei campionati che iniziano dopo il draft. E’ qui infatti che i nuovi arrivi muovono i primi passi e cominciano a farsi conoscere nel mondo dei Pro.

Partiamo quindi dai Batavia Muckdogs, vincitori della Pickney Division, una delle tre che compongono della New York – Penn League. Purtroppo l’ostacolo del primo turno di play off è stato fatale anche per loro. Arrivati alla terza contro i Tri City ValleyCats sono stati trascinati da una partita straordinaria del lanciatore Moss che in nove innnig ha concesso solo una battuta da extrabase: peccato sia stato il doppio che ha fatto entrare il punto dell’1-0 finale. Oltre ad alcuni neodraftati, la squadra era composta da quei giocatori che sono rimasti nell’Extended Spring Training, ossia coloro che non hanno trovato posto nelle squadre di full season. C’era quindi da aspettarsi poca qualità, ma ciononostante abbiamo potuto rilevare qualche bella prestazione dei singoli. Oltre al già citato Moss, i lanciatori di punta sono stati Russell e il promettente mancino Gast. A roster c’erano anche i top prospect Blair e Swagerty, ma non sono mai scesi in campo. Sorprendentemente le migliori prestazioni le abbiamo viste dal bullpen, su tutti l’intoccabile closer venezuelano Jose Rada e i due setup col cannone nel braccio: Reid e Butler. Molta impressione ha fatto la coppia di catcher domenicani, Audris Perez e Juan Castillo, di entrambi si parla già quali futuribili per le major. Tra gli interni l’unico che spicca è il 1B/3B Jonathan Rodriguez mentre è fra gli esterni che si trova il vero trascinatore della squadra: in centerfield, californiano, classe 1989, Nick Longmire; 855 di OPS, 9 HR e 12 SB fanno di lui un atleta completo. Da segnalare anche la sorpresa Edmondson, scelto al 43° giro del draft 2010, che dopo un esordio eccezionale nei rookie ha fatto ottimamente anche a Batavia.

Arriviamo finalmente alla ciliegina sulla torta di questa magnifica stagione della nostra farm. Parliamo infatti del titolo della Appalachian League (livello Rookie plus) vinto dai Johnson City Cardinals. I ragazzi di Mike Shildt hanno prima conquistato la West divison dopo un lungo testa a testa con gli Elizabethtown Twins e poi sono stati devastanti nei playoff. In semifinale hanno stracciato 8-4 e 20-2 i Burlington Royals, secondi della East Division. La finale è stata la resa dei conti con gli affiliati dei Twins. Battitori caldi e lanciatori fulminanti: 7-2 e 6-2, Campioni !!! Tutti ottimi i principali partenti: i dominanti Copeland e Siegrist, Roshental con la sua fastball vicina alle 100mph e le due garanzie Whiting e Johnson. Mertivole di segnalazione anche l’accoppiata setup-closer Benes-Corpas, che spesso e volentieri hanno fatto durare le partite solo 7 inning. Nei position player fa spalancare gli occhi il catcher Cody Stanley, 4° giro 2010, che chiude con 321-380-498; essendo anche un ottimo rubatore di basi, se sa anche ricevere c’è di che sfregarsi le mani. Che dire poi di Philip Cerreto? 23enne pescato a fine draft che giocando tra 1B e RF ha chiuso con 425 di AVG e 1218 di OPS. Benone anche il compagno di ruolo, David Medina in arrivo dall’accademia di Santo Domingo, che sfiora i 1100 di OPS. Segnalazione d’obbligo anche per il 2B/SS Greg Garcia, 7° giro 2010. Tra gli esterni oltre al già citato Edmondson, promosso a fine luglio in quel di Batavia, buona prova di Virgil Hill, ma chi ha brillato su tutti è la nuova stellina Osca Taveras, esterno centro classe 1992 che ha battuto 322-362-526. Possiamo già parlare del dopo Rasmus?

Nell’altro campionato di livello Rookie, la Gulf Coast League, le cose non sono andate altrettanto bene. I GCL Cardinals non sono andati oltre ad un anonimo record di 28 W e 28 L, quindi sono stati una delle rarissime formazioni a non partecipare alla post-season. Squadra giovanissima, 19 anni di media, che ha comunque messo in mostra qualche bel talento. C’è da dire, e questo vale soprattutto per i battitori, che quella di questi giocatori è un’età nella quale la potenza non si è ancora sviluppata; è presto quindi per dare dei giudizi trancianti. Come ai battitori manca potenza, ai lanciatori manca un po’ di controllo, ma nonostante molte K/BB non eccelse c’è chi ha dimostrato di valere parecchio. L’Ace della squadra è stato il venezuelano Javier Avendano, ma ottima alternativa è stato il giovanissimo Bryan Martinez arrivato a stagione iniziata dall’accademia dominicana. Bene anche Santana, Pasen e il mancino classe 1992 Freeman. Poco da dire sul bullpen anche perché il concetto di lanciatore di rilievo ha poco senso a questi livelli, unica eccezione è il closer Manuel De La Cruz adattissimo al ruolo. Tra i battitori bene il catcher Moscatel e il prima base Washington che ha preso il posto al più quotato e anziano Pimentel. Buona la potenza espressa dal 3B Roberto De La Cruz anche se la disciplina al piatto è tutta da costruire. Ottima velocità e discreta mazza per l’esterno centro Ramos, ma il giocatore più promettente è l’esterno destro (ma anche ricevitore) Anthony Garcia; un diciottenne portoricano che ha chiuso a 284-406-457. Nei GCL, per motivi contrattuali, ha esordito anche la prima scelta Zack Cox, ma ha giocato solo 3 partite.

Si conclude qui la nostra breve panoramica su quanto accaduto nel 2010. All’appello mancherebbero le due formazioni dei campionati in terra straniera: la Dominican Summer League e la Venezuelan Summer League. Non ne riparliamo perché i loro specifici recap sono stati già pubblicati in questo blog prima del crash tecnico che ha colpito la piattaforma che ci ospita. Cogliamo però l’occasione per segnalare che nel 2011 non avremo più una squadra in Venezuela. La decisione di chiudere l’accademia è stata presa per motivi di sicurezza, stante il regime dittatoriale antioccidentale presente nel paese sudamericano. Continua invece l’esperienza della squadra della Repubblica Dominicana a cui verranno aggregati i giocatori venezuelani rimasti a roster.

2010 Minor leagues year in review: full season leagues

Quando ci eravamo lasciati, lo scorso autunno, stavamo iniziando ad esaminare la stagione di ogni singola squadra della nostra farm. Ha poco senso, a distanza di mesi, riprendere il discorso in modo così approfondito soprattutto perché ne mancherebbe il tempo…la stagione sta per iniziare!!!!                                                                                                  Ciononostante riusciamo comunque a fare una breve panoramica sul 2010 delle nostre nove sorelline.

Diciamo subito che le soddisfazioni non sono mancate, molte squadre sono andate bene e non poche hanno raggiunto la PostSeason. Un grosso applauso va senz’altro ai Johnson City Cardinals che hanno vinto l’Appalachian League (Rookie+). Come sappiamo, la nostra farm non è infarcita di talenti, ma con tanti giocatori con floor alto (e magari basso ceiling) e grazie ad un ottimo programma di sviluppo giocatori si riescono ad ottenere  risultati in quello che resta pur sempre uno sport di squadra. Forse non è il modo migliore per “produrre” giocatori di MLB, ma come abbiamo visto dagli ultimi draft, la mentalità sta cambiando.

Partiamo dalla squadra di AAA, i Memphis Redbirds. Hanno avuto il miglior record della Pacific Coast League e sembrava potessero replicare il successo del 2009. Invece, dopo aver stracciato Oklahoma si sono scontrati contro Tacoma, la corazzata dei Mariners dei vari Smoak, Ackley e Halman. Sarà per il prossimo anno. Una particolarità da segnalare è che la nostra sia stata la squadra “più giovane” della lega, questo perché viene usata prevalentemente per sviluppare prospetti e non come parcheggio per le riserve di Major. Quindi i veterani di minor (giocatori da AAAA) sono molto molto pochi. Tra i partenti si sono distinti Dickson e Walters (Ottavino ha giocato poco per infortunio). Lynn, all’esordio in categoria,  non ha sfigurato, ma ha bisogno ancora di tempo prima di fare il gran salto. Stagione eccezionale per il closer, l’esperto Kinney: LaRussa non l’ha mai chiamato, un po’ per l’età (classe ’79), un po’ perché scottato da precedenti prove negative. Molto bene il mancino Rundles, Salas (da metà stagione sempre in viaggio per Saint Louis) e il giovane Sanchez. Sarà lui il closer del futuro al Busch Stadium? Tra i position player segnaliamo l’ottima stagione degli slugger Stavinoha, Hamilton e Craig. Quest’ultimo, sebbene non abbia fatto bene al debutto in Major, sembra che si sia ormai guadagnato un  spot nel top roster. Macchine da valide e ottimi difensori sono stati l’esterno Jay e gli infielder Greene e Descalso, tutti ormai nell’orbita di Saint Louis. Citazione infine anche per il catcher Anderson, offensivamente sopramedia con ben 12 HR; peccato che sia chiuso da Molina.

Nella Texas League di AA gli Springfield Cardinals, seppur chiudendo con 543 sia la prima metà, sia la seconda, hanno dovuto inchinarsi allo strapotere dei Naturals di NW-Arkansas, la cassaforte dove i Royals conservano tutti i loro gioielli. Dopo aver dominato la division, hanno eliminato i nostri dai playoff solo alla quinta partita. L’impresa era alla portata: il vantaggio dell’8° di gara 4 è stato buttato alle ortiche e in gara 5 contro Montgomery non c’è stata partita. Stagione quindi non positiva e le maggiori cause sono stati i tanti infortuni e l’impossibilità di stabilizzare la rotazione; si sono alternati sul monte ben 14 partenti. Solo Additon ha fatto tutta la stagione e sinceramente è stato sotto le aspettative. Aveva iniziato benissimo Gorgen, ma si è rotto quasi subito. Positiva la stagione di Broderick, Kopp e McGregor, ma tutti e tre trovano difficilmente la strada del K. Ottimo il bullpen, tutti ampiamente sopra media, nota di merito a Reifer e King. Luci e ombre tra i battitori. I due catcher offensivi Hill e Cruz sono una garanzia; Brown, che può giocare 1B, 3B e RF è potentissimo, ma ha ormai 26 anni: un po’ tanti per la categoria. Bene anche Luna con la sua ormai proverbiale OBP e le due sorprese: l’atletico esterno Chambers e il terza base Carpenter, la vera rivelazione della farm. L’interbase Kozma, prima scelta 2007, continua la sua marcia di avvicinamento a Saint Louis e a 22 anni ha fatto vedere, finalmente, che le potenzialità ci sono. Male anzi malissimo il primabase Smith e l’esterno Jones; ormai due ex-prospetti.

Le pecore nere del lotto sono stati i Palm Beach Cardinals che, seppur galleggiando sopra media 500 nella Florida State League del livello A+, si sono dimostrati la squadra con minor talento. Una stagione floscia in cui non si è mai avuta la percezione di un’anima. I pochi giocatori buoni sono stati chiamati in fretta in doppio-A e si innescata una girandola di casacche che ha visto alla fine schierare in campo ben 58 diverse persone (solo i catcher sono stati ben 8). Sinceramente  dubitiamo di come abbiano fatto i manager a compilare i vari line-up senza affidarsi alla sorte. Gli unici che hanno mostrato buoni numeri in attacco sono stati il DH Swauger (’86), il catcher Cutler (’86), il 1B Scruggs (’87) e il CF Pham (’88). Tutti promossi di livello entro metà stagione e comunque con un’età già avanzata per la categoria. Una volta partiti loro, l’attacco è diventato asfittico visto che i ricambi non sono stati all’altezza. Chi ha salvato la baracca sono stati alcuni lanciatori: Thomas e McGregor su tutti, ma è stato importante anche il contributo di Hooker e Schneider arrivati in corsa dal singolo-A. Chi invece ha brillato è stato il closer Mulligan, la vera stella della squadra. Solo un punto concesso in 25 partite grazie a una K/9 stratosferica. Comunque ottima anche la stagione di Delgado e Frevert a dimostrazione che nel bullpen esiste una profondità tale da fare invidia a tutte le altre 29 franchigie.

Tracollo nei playoff invece per gli ottimi Quad Cities River Bandits. Dopo aver dominato la Western Division della Midwest League (livello singolo-A) sembravano aver vita facile nei quarti con i sottoquotati avversari di Kone County (i Cougars, affiliati degli Oakland A’s). Spettacolare Shelby Miller in gara 1, sconfitta in gara 2, ma in gara 3, arrivati sul 3-0 al sesto inning, si è spenta la luce e hanno concesso 15 punti nelle ultime quattro riprese. Un vero peccato perché la squadra era ben amalgamata e dotata di un eccezionale monte di lancio. Su tutti il già citato Shelby Miller, il texano classe ’90 indiscusso top prospect della franchigia.  Ottima la stagione anche di Smith e Blazek e, finchè son stati del gruppo, quella di Schneider e Hooker che con la sua fastball è in rampa di lancio per i piani alti. Solo 5 partenze per il mancino Bibona, ma ha già fatto vedere grandi cose e lo si aspetta per un bel 2011. Nota dolente Kelly, discreta stagione, ma essendo sulla carta il numero due della rotazione da lui ci si aspettava molto di più. Nulla da segnalare invece nel bullpen, tutta gente già 23enne, con il solo Simpson che si fa apprezzare. Tra i position players l’inattesa delusione è stata il catcher Robert Stock (seconda scelta 2009) che ha avuto una linea offensiva imbarazzante. Ottimo conferma invece del prima base Matt Adams, 22 HR e 900 di OPS+  per il 22enne venuto dal nulla. Solida e produttiva l’affiatata coppia sul lato sinistro del diamante Jackson-Vasquez, ovviamente promossi in tandem. Tanti gli esterni che hanno espresso potenza nel box di battuta: citiamo Lara, Rosario e Ingram. Da rivedere il giovanissimo esterno centro Parejo; per concludere diciamo che ci si aspettava di più dal LF/DH Beatty, né carne né pesce.

Con l’esame della quarta squadra di full season si conclude qui la prima parte del recap delle minor. A risentirci a presto con la parte relativa alle squadre di short season.

St. Louis Cardinals 2010: year in review

Prima di alzare definitivamente il sipario sulla stagione 2011, è d’obbligo, dato anche il blackout subito dalla piattaforma che ci ospita, fare un breve riassunto ed alcune considerazioni sulla stagione appena passata che, come tutti saprete, ha visto trionfare i San Francisco Giants. Se dovessimo riassumere in una sola parola il 2010 dei nostri ragazzi, a mio parere questa parola sarebbe “deludente”. Deludente per vari motivi, in primo luogo per il mancato accesso ai playoff, ampiamente alla portata: d’accordo che i Reds sono cresciuti tantissimo e si sono dimostrati squadra degna di rappresentare la NL central, ma i Cardinals dovevano fare decisamente di più, si era superiori ma non si è stati capaci di dimostrarlo nelle partite più insidiose, quelle da vincere assolutamente contro squadre senza velleità di playoff. Gli scontri caldi, ad agosto e settembre, con i Reds hanno infatti visto i nostri trionfare senza appello, salvo poi cadere in spirali negative dalle quali si è faticato ad uscire. Alla fine si è chiuso al secondo posto in division, fuori dai giochi anche per quanto riguarda la wild-card nonostante il record comunque positivo e questo è da ritenersi un fallimento per un gruppo che ad inizio stagione sembrava destinato sicuramente ai playoffs.

Analizzare uno ad uno i giocatori sarebbe sicuramente un lavoro tedioso per voi lettori, scegliamo quindi di darvi una breve panoramica su chi riteniamo essere i migliori quest’anno e chi, invece, le delusioni della stagione.

I MIGLIORI

- Albert Pujols –> come sempre, nonostante non sia stata la sua miglior stagione (parliamo comunque  di una OPS+ di1 73, che tantissimi si sognano) risulta essere tra i migliori della squadra. Autentico trascinatore, supera nuovamente i 40 HR e l’unico neo lo troviamo nel record in carriera per quanto riguarda l’andare strikeout: 76, segno probabilmente del cambio di hitting coach e dell’input a girare più liberamente la mazza.

- Matt Holliday –> decisamente una buona stagione per il secondo violino del nostro lineup, una OPS+ di 149 (la seconda migliore in carriera lungo una stagione) ne giustifica ampiamente i soldi spesi, almeno per questo primo anno del suo nuovo contratto. All’ottimo contributo offensivo aggiunge anche una discreta difesa, testimoniata da un 8.7 di UZR/150 (statistica difensiva di riferimento per chi vi scrive).

- Chris Carpenter –> seconda ottima annata consecutiva per Chris, dopo l’infortunio terribile che ne ha azzoppato la carriera qualche anno orsono. Solido, affidabile e brillante come sempre, è stato la co-star della squadra in rotazione assieme a Waino. 16 vittorie per lui, ma soprattutto ha sfondato quota 230 innings concedendo solamente una sessantina circa di basi ball.

- Adam Wainwright –> ERA + di 161, raggiunge il traguardo delle 20 vittorie, 230 innings con 213 strikeouts e solamente 56 basi ball: numeri strabilianti per Waino, autentico MVP della stagione dei Cardinals. Una garanzia, indubbiamente il numero 1 della rotation presente e futura di questa squadra.

- Jaime Garcia –> la vera e autentica sorpresa di quest’anno: ERA+ di 145 al primo vero anno di lavoro come starter in MLB, partita dopo partita si è guadagnato consensi da tifosi, stampa e addetti ai lavori e solamente le annate fenomenali di altri rookies gli hanno impedito di vincere quello che sarebbe stato un meritato rookie of the year award.

- Jason Motte –> ha avuto alcuni momenti down durante la stagione, ma il rendimento di questo ragazzo, rilievo purosangue dotato sostanzialmente di un’unica vera arma, la fastball, ha soddisfatto tutti, rendendolo uno dei rilievi da inserire nei momenti più delicati delle partite.

- Kyle McClellan –> altro rilievo affidabilissimo, possibile candidato a closer nel futuro prossimo ma che, nel frattempo, si è imposto come l’arma, assieme a Motte, più affidabile nei momenti critici delle partite.

I PEGGIORI

- Skip Schumaker –> non è stato cercato un seconda base di ruolo perchè nel 2009 l’esperimento Skip aveva funzionato: non disastroso in difesa, solido offensivamente. Quest’anno l’esperimento ha mostrato tutti i suoi limiti, Skip ha calato notevolmente la produzione offensiva ed è peggiorato notevolmente in difesa. In poche parole, un disastro.

- Brendan Ryan –> d’accordo che difensivamente è stato una garanzia, ma offensivamente è stato semplicemente una tragedia, un buco nero nel lineup come se fosse un pitcher. Penalizzante.

- Tony La Russa –> sicuramente è un nome che susciterà molte critiche e discussioni, ma personalmente non sono contento del management di quest’anno. A tratti fin troppo cervellotico, quasi a far sembrare che stesse facendo mosse solo per tener fede alla sua fama di inventore dei rilievi superspecializzati. Inoltre non ha convinto assolutamente nella gestione del roster e di Colby Rasmus in particolare.

- Kyle Lohse –> l’annata che gli è valsa il contrattone della vita la ricorderà a lungo…quest’anno, vuoi per gli infortuni, vuoi per il talento che non merita quei soldi, ha fatto letteralmente schifo ed il problema è che sarà a carico ancora per 2 anni per più di 10 milioni l’anno. Non serve spendere altre parole, contratto da bust assoluto.

- Brad Penny –> una delusione, anche se non completamente per propri demeriti, ma per colpa della sfortuna e di un infortunio che ha reso il contratto di 1 anno da 7.5milioni una fregatura. C’è parecchio rammarico perchè Penny aveva fatto vedere ottime cose nelle prime partenze con i Cards.