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October, 2011:

MLB September report and awards

Dopo aver vissuto un mese ad altissima tensione emotiva con i playoffs, conclusi nel modo che conosciamo e con noi tifosi di St. Louis felicissimi, è tempo di fare un piccolo passo indietro perchè, nella frenesia dei playoffs, vi siamo debitori di alcune nostre rubriche, in primo luogo il report ed i premi MLB del mese di settembre. E quindi, in breve, eccovi il tutto.

Cominciamo dal report di un mese incredibile, che ci ha visto vincere 18 partite, perderne 8 e soprattutto arrivare in un’ultima, memorabile, notte di regular season ai playoff per il rotto della cuffia. Al piatto sono stati 4 i trascinatori della squadra: Albert Pujols, Allen Craig, Lance Berkman e Yadi Molina, tutti con OPS superiori a .900. Se per Pujols e Berkman non è cosa nuova, i nomi nuovi e decisivi sono stati gli altri due, eroi a sorpresa. Quasi irreali le medie battuta di Pujols (.355), Berkman (.374) e Molina (.341) in questo mese, sorprende però la slug incredibile (.692) di Allen Craig. Ma in generale tutto l’attacco ha giocato alla grande in questo mese finale, con pochissime eccezioni rappresentate da Skip Schumaker e Matt Holliday, alle prese sempre con i soliti problemi fisici che l’hanno limitato per gran parte dell’anno. Se l’attacco è stato in gran forma, per lo starting pitching ci sono davvero poche parole: a settembre è stato monumentale, con Carpenter e Garcia a guidare il gruppo a forza di prestazioni superlative, Jackson a ricoprire il ruolo per cui è stato preso, cioè quello di solido terzo/quarto starter, un Lohse sorprendente con l’unico neo di uno Westbrook in netto calo e le sue prove negative lo hanno tenuto fuori, almeno all’inizio, dal roster playoffs. Il bullpen non è stato perfetto, ha visto il cambio Motte-Salas per il ruolo di closer, ed entrambi ne hanno beneficiato con Motte che ha disputato un ottimo finale di stagione ed un Salas che ha trovato una sua dimensione anche come setup man; così così il duo Rzecpzynsky-McClellan (ed anche per quest’ultimo vale lo stesso discorso fatto per Westbrook in merito al roster playoff), bene Dotel, maluccio Rhodes. C’è stata anche la fugace apparizione del rookie Brandon Dickson, che ha avuto anche un’occasione per giocare da starter; un’apparizione che non ha lasciato una grande impressione e per lui c’è tempo di lavorare e farsi rivedere allo spring training. Plurime le partite chiave lungo questo mese, anche se dopo la sconfitta nella serie con i Reds ad inizio settembre tutto sembrava perduto: ma da lì è partita la gran rimonta e chiave, secondo noi, è stata la serie di metà mese contro Philadelphia in trasferta, vinta 3-1 con vittorie maturate contro Hamels e Halladay, due lanciatori che poi abbiamo rivisto in post-season. Un saliscendi di emozioni, con colpi al cuore, speranze, esultanze, tristezze culminate nell’ultima splendida notte con la facile vittoria su Houston e la sconfitta dei Braves che ci ha mandato in post-season iniziando la nostra cavalcata verso il titolo. E lasciamo ora spazio al miglior hitter ed al miglior pitcher del mese.

 

HITTER Allen Craig OF 1984

Nonostante abbia la metà degli AB di Pujols, vogliamo premiare il nostro giovane esterno per l’enorme impatto che ha avuto in quest’ultimo mese di settembre. OPS sopra 1000, 5 HR in 52 at bats con 12 RBI e 4 doppi. La sua linea recita .327/.364/.692 e il suo apporto è stato importantissimo dopo che ha perso gran parte della stagione per problemi fisici. Non da trascurare, anzi, il fantastico mese di Albert Pujols, che avrebbe meritato il premio a mani basse se non fosse stato per l’ingresso in squadra del giovane esterno.

 

PITCHER Chris Carpenter SP 1975

A settembre non può non essere premiato il nostro ACE, autore di ripetute prestazioni fenomenali. 6 partenze con 46 innings lanciati (quasi 8 innings a partita!), ERA di 2.15 con 37 strikeouts, 0.98 di WHIP e soli 3 HR concessi. Fondamentale il suo apporto, anche se non è stato da meno il runner-up, Jaime Garcia, che tuttavia ha dalla sua una minor longevità sul monte (circa 6 innings a partenza a settembre) e una WHIP leggermente più alta.

BREAKING NEWS: Il Manager Tony La Russa annuncia il suo ritiro

Il Manager Tony La Russa annuncia il suo ritiro dopo 16 anni alla guida dei Cardinals

October 28th: WS Game #7 – Texas Rangers Vs Saint Louis Cardinals 2-6

WORLD SERIES CHAMPIONS. L’undicesimo titolo arriva nell’anno ’11 a seguito dell’ennesima rimonta che ci ha visti recuperare lo svantaggio in gara sette dopo aver recuperato la serie in una memorabile gara 6 e, ovviamente, tutto ciò è stato il modo migliore per coronare la rimonta iniziata il 25 di agosto. La partita, a detta di tutti, sembra dover avere un unico destino: con Carpenter sul monte, giocando sul campo di casa e grazie al momentum generato dalla magnifica impresa della sera precedente, i Cardinals sembrano destinati a passeggiare sulla formazione dei Rangers condannati ormai alla deriva. Ma nel baseball non funziona così, si devono giocare ancora 9 inning e si riparte dallo zero a zero. Tutto può succedere e con due grandi squadre in campo le probabilità sono al 50 e 50. Ed infatti Texas parte alla grande, Kinsler batte subito valido ma per fortuna subisce il pickoff di Molina; Carpenter soffre, è in short rest, e concede una walk ad Andrus e due doppi consecutivi ad Hamilton e Young. In un batter d’occhio ci troviamo sotto di due punti e a LaRussa e a Duncan vengono tutti i dubbi del mondo. Bisogna rimediare e mettere subito in difficoltà il partente dei Rangers; sul monte dei texani c‘è infatti il loro numero quattro Harrison che, dopo due facili out a Theriot e Craig (giocano al posto di Punto e Holliday) manda in base sia Pujols che Berkman. Sul conto di due out e già caricato di due strike (situazione che ci ricorda qualcosa) il futuro MVP David Freese piazza un doppio nel gap tra esterno centro ed esterno sinistro e pareggia la partita. A partire dal secondo inning Carpenter ritorna Carpenter e nel terzo arriva, grazie al solo HR di Craig, il punto che risulterà quello del vantaggio decisivo. Harrison resiste solo quattro riprese e, invece del previsto Wilson, Washington sceglie Feldman per quello che sarà l’inning più intenso della partita. Si inizia con un facile out su Theriot e una baseball a Craig, poi Pujols viene colpito, di striscio sulla casacca, e Berkman andando out in prima fa avanzare i corridori. Con due out e Freese nel box ai Rangers tremano le ginocchia e decidono di riempire la basi con una intenzionale. Il quarto punto entra grazie ad una baseball, molto dubbia ed essere sinceri, conquistata da Molina con molta malizia. Feldman viene mandato a fare la doccia e finalmente ecco Wilson, l’Ace dei Rangers. Il primo lancio è fuori controllo e colpisce in pieno Furcal: secondo punto dell’inning e il tutto senza battere nemmeno una valida, ringraziamo e passiamo all’incasso. Nel sesto inning Cruz impatta bene la palla, ma è bravissimo Craig a mettere il guantone sopra il muro e a rubargli un probabile fuoricampo. Nel settimo alto Carpenter viene tolto dopo un ground-rule double di Murphy, ma la coppia di vecchietti Rhodes-Dotel chiude bene la ripresa senza subire danni. Nel settimo basso arriva anche il sesto ed ultimo punto grazie a un singolo di Molina che porta a casa Berkman. Nell’ottavo Lynn dà spettacolo, riscattandosi dalla brutta ultima uscita, ed elimina, nell’ordine, Hamilton, Young e Beltre. I nostri attacchi ormai scorrono veloci e si pensa solo a difendere.Si arriva nella ripresa di Jason Motte (entrano anche Jay, Punto e Descalso) e tutto lo stadio è pronto ad esplodere: Jay prende al volo la fly di Cruz, Descalso-Pujols si mangiano la grounder di Napoli e finalmente, su una fly di Murphy presa al volo da Craig, tutta la Cardinals Nation  può esultare. CAMPIONI DEL MONDO!!!!

BREAKING NEWS: THE ST. LOUIS CARDINALS ARE WORLD CHAMPIONS!!!

Campioni del mondo!!! Vittoria in gara 7 6-2 e i Cardinals sono i nuovi campioni MLB!! David Freese MVP delle finali, in giornata il recap completo!

GO CARDS!

October 27th: WS Game #6 – Texas Rangers at St. Louis Cardinals 9-10

Nel baseball si giocano migliaia di partite all’anno tra i professionisti e tra queste qualcuna da raccontare ai nipotini c’è sempre. La probabilità di trovare partite del genere aumenta esponenzialmente in post-season, sopratutto nelle world series, e gara 6 tra i Cardinals ed i Rangers entra di diritto in questa schiera di gare, da tramandare ai posteri e da conservare preziosamente tra i video da rivedere ogni tanto. In gara 6 emerge tutto il pathos che il baseball può offrire, non parliamo di aspetti tecnici perchè sui mille errori commessi da giocatori e manager ci sarebbe da discutere per ore e ore, ma focalizziamoci sulle emozioni offerte da una strepitosa gara 6, che ci vede ad un passo dall’eliminazione più di una volta. Sul monte si affrontano Jaime Garcia e Colby Lewis: il matchup arride ai padroni di casa, ma Garcia delude e dopo 3 innings è già nel dugout. Dura un po’ di più, 5.1 innings, lo starter avversario, anche lui senza brillare e protagonista suo malgrado di una delle decisioni più strane di queste World Series, con Ron Washington che lo lascia a battere a basi piene, ottenendo in cambio la fine dell’inning. Fino al sesto inning è una partita equilibratissima, col punteggio sul 4-4 ed un bullpen dei Cardinals, pessimamente aiutato dalla difesa, che non sembra in giornata. Al settimo inning sembra esserci la svolta decisiva: Texas segna 3 punti su Lynn, decisamente male queste WS per lui, e si porta avanti 7-4. Sembra sinceramente finita, anche perchè poi arriva la parte forte del bullpen texano. All’ottavo arriva un punticino che accorcia le distanze, portandoci a 2 run di distacco; siamo ora al nono inning, sul monte c’è il supercloser Feliz: Theriot va K, Pujols batte un doppio e il punto del pareggio è alla battuta. Feliz concede una BB a Berkman, e tocca ad Allen Craig, che ha la chance di essere nuovamente eroe. Tuttavia va K e con due out si presenta al piatto David Freese; il conto va a 2 strike, sembra finita, ma Freese la colpisce e la pallina vola verso l’esterno destro. Cruz, posizionato male, parte in ritardo e la pallina lo supera, rimbalza sul muro ed è un 2-run triple! 7-7! All’ultimo strike. Busch Stadium in delirio, e poco importa se Yadi va out quasi immediatamente perchè c’è vita per i Cardinals. I media iniziano a ricamare sull’inerzia, ma Texas nella parte alta del decimo inning zittisce tutti segnando due punti grazie ad un HR dell’eroico (viste le condizioni di salute) Josh Hamilton. Disperazione al Busch Stadium, per chiudere sale Oliver sul monte ad affrontare la parte bassa del nostro lineup. E succede l’incredibile: singolo di Descalso, singolo di Jay ed entrambi vengono portati avanti da un bunt di Lohse (finiti i PH per St. Louis). Tocca a Theriot, che affronta Feldman e fa il secondo out ma fa segnare un punto. Uomo in seconda, due out e Pujols al piatto sotto di 1. Washington comanda la IBB e tocca a Berkman, che ancora sul conto di 2 strike batte un broken-bat single: pareggio! 9-9 e si va all’undicesimo. Sul monte per noi Westbrook, che chiude facilmente, mentre nella bassa dell’undicesimo per i Rangers sale Lowe ed affronta David Freese: un po’ di studio e poi Freese la spara oltre l’esterno centro: WALK-OFF HR e si va a gara 7! Epic win! Esplode lo stadio, Texas sembrava aver già vinto ed invece tutto si deciderà in gara 7, l’ultima della serie, la partita più affascinante. Si disputerà fra poche ore, per Texas ci sarà Harrison sul monte mentre per noi, in short rest, partirà Chris Carpenter. Potrebbe pesare l’infortunio di Holliday patito in gara 6, che sarà rimpiazzato a roster da Chambers ed è un peccato per il nostro Matt. Sarà una gara unica, emozionante e comunque vada, questi ragazzi meritano una standing ovation, che tributeremo loro sia in caso di vittoria, sia in caso di sconfitta. Per l’ultima volta, LET’S GO CARDS! BELIEVE!

Il walk-off HR di Freese

La festa dei Cardinals

October 24th: WS Game #5 – St. Louis Cardinals at Texas Rangers 2-4

Con un ritardo di alcuni giorni, dovuto ad impegni personali difficilmente derogabili di entrambi, vi raccontiamo finalmente gara 5, una partita della quale ormai si è detto davvero di tutto e di più, sia per quanto riguarda il risultato, sia per quanto riguarda il come sia maturato. Il fattaccio avviene all’ottavo inning, con il punteggio sul 2-2 e la partita nelle mani dei bullpen: LaRussa commette molteplici errori nella scelta dei rilievi, lasciando Rzecp ad affrontare Napoli invece di mettere Motte, mettendo poi Lynn per concedere una IBB ed arrivare finalmente a Motte. Un caos, inaccettabile in gara 5 delle World Series nel 2011, specie quando poi la colpa viene attribuita ad una miscomunication con il bullpen. Davvero non accettabile e sulla graticola ci finisce il nostro manager, che è riuscito a far peggio del manager avversario in una delle peggiori partite allenate da ambo le parti della storia del baseball. Ed è un peccato, perchè la serie è equilibratissima ed on the line, con partite tirate punto a punto. In questa eravamo riusciti a passare avanti 2-0, ma due lanci sbagliati di un discreto Carpenter permettono a Texas di pareggiare prima del fatidico ottavo inning. Tra i due bullpen esce vincente oggi quello di Texas, capace di zittire l’attacco Cardinals anche se offensivamente si è sprecato davvero tanto, con rimpianti grossi da questo punto di vista. Gli RBI per noi sono di Molina e Schumi, con Pujols tenuto sostanzialmente fuori dalla partita (0/2, 3 basi ball intenzionali che se non è record, poco ci manca) e i big non in grado di incidere. Male anche difensivamente, con un errore da annotare per Carpenter, autore di 7 innings totali con 2 punti concessi, 4 K, 2 BB e purtroppo i due solo shot. La serie adesso vede Texas avanti 3-2 con il matchball in gara 6 a St. Louis, quando sul monte ci saranno Garcia e Lewis. La gara avrebbe dovuto giocarsi la scorsa notte, ma dato il tempaccio su St. Louis è stata posticipata di 24 ore. Per gara 6 cambia davvero poco, per l’eventuale gara 7 invece potrebbe cambiare tutto, perchè per i Cardinals dovrebbe tornare disponibile sul monte Chris Carpenter. Ma prima di parlare di gara 7, vantaggi e svantaggi, bisogna assolutamente vincere gara 6. BELIEVE!

Pessima gara 5 per il nostro manager

October 23th: WS Game #4 – Saint Louis Cardinals Vs Texas Rangers 0-4

Dopo l’indigestione di punti della sera precedente, la quarta partita della serie è una vera doccia gelata per i Cardinals. Se invece di assistere ad una partita di baseball fossimo stati su un campo di tennis potremmo dire che questo è stato un game vinto a zero e solo grazie al servizio. Il nostro potente line-up è stato infatti neutralizzato dall’ottima prestazione di Holland che, prima di lasciare gli ultimi due out al closer Feliz, è stato toccato dal solo Berkman, singolo e doppio, e ha concesso due walks a fronte di sette strikeout. A far da contraltare agli zero punti segnati da Saint Louis ci sono state quattro run messe a segno dai Rangers. La prima purtroppo è arrivata già nel primo inning grazie ad un doppio di Hamilton che permette ad Andrus di segnare. La partita del nostro partente Edwin Jackson è stata più fortunata che bella; ha concesso ben sette basiball e non si contano le fly cadute all’altezza del warning track anche grazie al freddo vento che spirava su Arlington. Nel sesto inning arriva il conto da pagare: Jackson lancia quattro ball sia a Cruz che a Murphy e LaRussa è costretto ad andare dal bullpen. Jackson lancia quattro ball sia a Cruz che a Murphy e LaRussa è costretto ad affidarsi al bullpen. Sceglie Boggs, un po’ forse perché è il più riposato e un po’ forse perché vuole tenersi le braccia migliori per gli inning successivi anche perché l’ipotesi extrainning è tutt’altro che remota. Scelta che col sennò di poi può anche essere criticata, ma qualche ragione d’essere l’aveva. L’errore più grosso, evidentemente, è stato quello di esordire con un dritto strike alto proprio in mezzo al piatto. Mike Napoli, seppur sia la prima volta in carriera che incrocia il rilievo di Saint Louis decide di non seguire il manuale del baseball che prevede di guardare il lancio e colpisce con uno swing micidiale. La palla vola oltre il muro e, quando appare il 4 sul tabellone dei punti della squadra di casa, nel dugout biancorosso si capisce che la partita è andata. Un piccolo barlume di speranza si riaccende nel nono inning, vige pur sempre la regola che la partita non è finita finché non è finita, quando, dopo l’out a Punto, Holland chiude la sua partita mandando in base Furcal. Sale sul monte Neftali Feliz al quale scappa un ball sul conto pieno a Craig. Pujols si trova nel box con due uomini in base, ma genera il secondo out con una facile fly sull’esterno centro. Tocca quindi ad Holliday, incassa tre ball e in caso di walks i Cardinals avrebbero una ghiotta occasione di pareggio con Berkman in battuta. Il closer texano invece torna ad inquadrare l’area dello strike e, nonostante un strenua difesa del piatto del nostro esterno sinistro, riesce a mettere a segno il K che chiude la partita. La serie torna in parità e gara cinque di stasera, l’ultima in Texas, darà due match-point alla vincente. Il match-up che prevede Carpenter opposto a Wilson darebbe la squadra in trasferta favorita, ma come abbiamo già più volte visto, in questa post-season, nulla è come sembra.

Lance Berkman è l'unico Cardinals a battere valido

October 22th: WS Game #3 – Saint Louis Cardinals Vs Texas Rangers 16-7

Dopo due partite dominate dai lanciatori si deve arrivare a gara tre per assistere al festival dei battitori. Il totale dei punti segnati sarà pari a 23, uno dei totali più alti mai registrati alle World Series, ma la serata del 22 ottobre 2011 sarà ricordata per la sbalorditiva prestazione di Albert Pujols. Il giocatore simbolo dei Cardinals batte 5 valide, secondo giocatore a riuscirci nelle World Series, delle quali tre sono HomeRun: è uno dei tre giocatori ad esserci riuscito, gli altri due sono stati Babe Ruth e Reggie Williams. Tra gli altri record che ha stabilito ci sono pure il total bases di 14 e i sei RBI. Quando in campo c’è un giocatore così tutto il resto passa in secondo piano anche se la partita ha avuto un infinità di momenti importanti a partire dal fuoricampo iniziale del caldissimo Allen Craig. Sull’uno a zero i primi tre inning filano via lisci e sembrerebbe che i partenti Lohse ed Harrison possano replicare il pitching game delle due gare precedenti, ma tutto cambia a partire dal quarto inning. Tutto nasce da un errore arbitrale che regala la prima base ad Holliday nonostante l’evidente tag di Napoli. Singolo di Berkman e doppio di Freese ad arriva il secondo punto, a Molina viene data l’intenzionale e Jay batte una facile grounder sulla prima. Napoli sbaglia il tiro a casa e l’effetto è tremendo per i Rangers: due punti entrano subito ed il quinto appena dopo su singolo di Theriot. Si è messa benissimo, ma non abbiamo fatto i conti con il blackout di Lohse all’inizio del quarto basso. Solo shot di Young, singolo di Beltre ed homerun di Cruz: tre punti in cinque lanci e la partita, nonostante Salas chiuda bene l’inning, è di nuovo in bilico. Nel quinto i Cardinals segnano altri tre punti; i big three riempiono le basi con un singolo di Pujols e walk per gli altri due. Il primo segna su groundout di Freese, gli altri due grazie a un doppio di Molina. Tre punti li realizza anche Texas con un Salas preso a mazzate e un Lynn che riesce in qualche modo a limitare i danni e a far iniziare il sesto al nostro attacco sull’otto a sei. Inizia qui il momento d’oro di Pujols che batte un home run da tre punti ad altezza siderale, per poco la pallina non atterra sul terzo anello degli spalti; poi si riempiono ancora le basi e Molina con una sac-fly porta il totale a dodici. Dopo che Lynn ha realizzato un three up – three down ci ritrovamo nel settimo con Craig in prima e Pujols contro Gonzalez, anche il mancino viene punito ed El Hombre ci porta a 14, record di franchigia. Dopo il “God bless America” Beltre batte un doppio, ottima partita per lui con quattro valide, e dopo essere avanzato in terza si fa portare a casa da una volata di sacrificio di Napoli su Dotel. Nell’ottavo Descalso, pinch runner per Freese, segna il15 a7 su un doppio di Molina che mette in mostra tutte le difficoltà fisiche di Hamilton, onore a lui che continua a stare in campo nonostante le precarie condizioni. La partita è ormai in archivio, resta solo da vedere come The Machine suggellerà, contro Oliver nel nono, la sua partita: lo fa nel migliore dei modi, realizzando il terzo fuoricampo e concludendo un’impresa che verrà ricordata per sempre; una di quella prestazioni che, siamo certi, fra 50 anni verrà citata con il più classico dei “ti ricordi quella volta che Pujols….” . Risultato finale, quindi, di16 a7, fattore campo ripristinato e, quantomeno, la certezza che se i Rangers vorranno laurearsi campioni dovranno venire a vincere al Busch Stadium. Ci sono già riusciti una volta, motivo per cui sarebbe fondamentale prendere il largo in gara quattro: fra poche ore sarà ancora “Play ball” con la sfida tra in numeri quattro della rotazione, Jackson contro Holland.

il classico ringraziamento al cielo di Albert Pujols

October 20th: WS Game #2 – Texas Rangers at St. Louis Cardinals 2-1

Gara 2 delle World series mette di fronte al Busch Stadium due lanciatori che ben si son comportati in regular season, ma meno nei playoffs: Colby Lewis e Jaime Garcia. Il loro duello a colpi di out non era molto atteso, ed invece i due han dato vita ad una battaglia spettacolare per i puristi del baseball, con gli attacchi in perenne difficoltà a produrre valide e punti. La prima battuta valida arriva solamente nella parte bassa del terzo inning per i Cardinals, merito di un doppio di Furcal, e nella parte alta del quarto per i Texas, grazie ad un singolo di Young. Il primo vero momento topico arriva al quinto inning, con una grandissima occasione per i Cards di passare a condurre: 2 on, 2 out e Furcal al piatto. Grounder nel mezzo, sembra passata, ma un tuffo di Andrus spettacolare cattura la pallina; tutti pensano all’infield hit e al punto, ma Andrus con un flip riesce a fare l’out in seconda e a chiudere l’inning. Secondo momento chiave al settimo inning, ancora noi protagonisti: situazione di corridori agli angoli, 2 out e Garcia al piatto. La prima mossa è di La Russa, che toglie lo starter e mette Craig a battere; la seconda è di Ron Washington che controbatte mettendo Ogando sul monte al posto di Lewis. La vittoria è di Craig, che con un singolo fa segnare i Cardinals e porta il punteggio sull’1-0. Nell’ottavo tocca a Salas e Rzecpzynski chiudere le porte a Texas, con LaRussa che fa un cambio difensivo potenzialmente decisivo successivamente, togliendo Freese e mettendo Descalso. Decisivo perchè nella bassa dell’ottavo con 2 on e 2 out al piatto arriva proprio Descalso anzichè Freese: grave errore di LaRussa, Descalso va out facile e si perde un’occasione importante di mettere punti a referto. E si rimpiangono questi punti, perchè il nono inning è una tragedia: sale Motte sul monte e concede subito un singolo a Kinsler che poi ruba la seconda (e viene tolto anche Berkman intanto, per far posto a Schumi in right field). Singolo anche per Andrus, con Kinsler che va in terza e Pujols che commette un errore decisivo con Andrus che va tranquillamente in seconda. Siamo 2 on, 0 out, Hamilton al piatto con necessità di fare K. LaRussa toglie Motte per mettere Rhodes, mossa francamente inspiegabile. Hamilton fa sac fly, 1-1 e Andrus va in terza; Rhodes viene tolto e viene messo Lynn anzichè Dotel per cercare il K su Young: puntualmente sac fly e 2-1 Texas. Sconforto al Busch Stadium, che aumenta nella bassa del nono: Yadi ottiene una base ball e Tony mette Laird come pinch-runner (altra mossa inspiegabile), ma Punto e Schumi vanno K, mentre Furcal viene eliminato al volo e Texas pareggia la serie. Difficile, davvero difficile commentare una partita buttata alle ortiche, con la serie che da 2-0 diventa 1-1 prima di trasferirsi in Texas per le 3 partite in casa dei Rangers. Ci si aspettava una partenza a tutto attacco, ed invece sono arrivate due gara a bassissimo punteggio e tiratissime, con errori manageriali da una parte e dell’altra e situazioni che non vorremmo assolutamente vedere alle WS, vedi l’errore di Pujols per fare un esempio. Ora ci aspettano 3 partite in un ballpark offense oriented, e ci andiamo con Lohse, Jackson e ancora Carpenter. Tornare a St. Louis sarebbe già un bel traguardo, vediamo di farcela.

Non è bastata una super partenza di Jaime Garcia per vincere gara 2

October 19th: WS Game #1 – Texas Rangers Vs Saint Louis Cardinals 2-3

La prima gara delle World Series è sempre uno spettacolo anche a prescindere dalla gara stessa. L’atmosfera che si respira al di fuori e dentro il ballpark, tirato a lucido per l’occasione, è qualcosa di indescrivibile e ci si trova magicamente immersi nella Disneyland del Baseball. C’è la First Lady sul monte, ci sono i militari in alta uniforme con le loro bandiere, c’è l’inno nazionale, c’è l’immancabile ed enorme stars&stripes a ricoprire l’outfield e tutt’attorno impazza la festa. Il lancio inaugurale è affidato a Gibson, Sutter e Wainwright, ossia ai lanciatori rappresentativi delle ultime quattro vittorie, e poi… e poi è il momento di fare tremendamente sul serio perché inizia la partita. Come capita spesso le attese sono smentite e, invece della tanto attesa contesa tra i super line-up, ne viene fuori l’esatto opposto. Carpenter e Wilson, i due opening starter, partono bene e tengono a bada le mazze avversarie. I primi tre inning scorrono veloci e le due squadre sembrano studiarsi come pugili che pensano più a non prenderle piuttosto che a darle; a box score vanno soltanto un singoletto di Punto e due valide dei Rangers che bucano un titubante Freese. L’unico brivido lo da Carpenter quando, su assistenza di Pujols, realizza un out con tag in tuffo rischiando di lasciare il braccio sotto gli spikes di Andrus. La partita prende un’altra piega nella bassa del quarto quando va nel box il cuore del nostro line-up: Pujols viene colpito al piede e poi raggiunge appena la terza sul successivo doppio di Holliday; tocca quindi al terzo lato del triangolo d’oro mettere a reddito la posizione dei due compagni e ci riesce con un singolo all’esterno destro. Neanche il tempo di assaporare il vantaggio che Napoli batte un 2run-HR su quello che è stato forse l’unico lancio sbagliato dal nostro Ace; Molina aveva piazzato il guanto ampiamente in zona esterna ed invece la sinker è andata verso il centro del piatto: questi sono errori che si pagano cari ed infatti ci ritroviamo sul due a due. La partita si decide nel sesto quando ci sono due out e Freese in terza: Wilson si gioca pitch around Nick Punto e si prepara ad affrontare Carpenter. LaRussa prende il toro per le corna e toglie il suo starter per giocarsi Craig come Pinch Hitter. Master Allen non tradisce e piazza una valida nel campo destro sulla quale solo un fortunoso stop di piede da parte di Cruz riesce a limitare la produzione di punti, segna facilmente il nostro giovane terza base e passiamo in vantaggio. Dal settimo si da libero sfogo al bullpen; il primo uomo è Salas che però mette due uomini in base e bisogna ricorrere a un ottimo Rzep per chiudere l’inning senza danni. Nell’ottavo ci si affida alla coppia di vecchietti, Dotel sistema Kinsler e Andrus mentre il mancino Rhodes rimanda a sedere il temibile Hamilton. Il nono e ultimo inning è territorio di Jason Motte, una vera garanzia ma al quale basterebbe un niente per perdere il punto di vantaggio. Dopo che Young è andato out sulla via 1-3 avviene un piccolo giallo: la palla battuta da Beltre impatta il terreno nel box di battuta prima di finire dal guanto di Descalso a quello di Pujols, ma il terza base texano non corre in prima sostenendo vibratamente che la pallina gli abbia sfiorato il piede generando così un foul; sono vane le proteste, non del tutto campate in aria, del giocatore e del manager Washington e così il nostro closer si ritrova ad affrontare il caldissimo Cruz con due out e basi vuote. Un fuoricampo sarebbe quasi sopportabile, ma il nostro barbuto riesce a far alzare una facile fly che si spegne nel guanto di Holliday. Grandi abbracci e pacche sulle spalle e poi, dopo una bella doccia, tutti a riposare… fra qualche ora c’è già gara 2, Jaime Garcia Vs Colby Lewis.

Allen Craig batte l'RBI della vittoria